Dopolavori per elfi inesistenti · Originali da leggere · recensioni

Di gin, elefanti ed occultismo: un autore che dovreste proprio, proprio leggere.

Era da un po’ che ci pensavo, a questa rubrica: “che ne dici di dare consigli di lettura per storie originali di autori senza casa editrice, o comunque, poco noti, eh, Noruard?”
Beh, ci pensavo, sì, ma non pensavo di mettere in mezzo Tauriel.
D’altro canto (mi è venuto in mente), un personaggio interpolato, che fine fa dopo essere stato creato e debitamente utilizzato?
Non ci avevate mai pensato eh, brutti frigidoni che non siete altro, vero?
Ve lo dico io che fine fa: rimane disoccupato.
Non può fare ritorno al libro da cui lo hanno tirato fuori, perché semplicemente lui non esiste in quel libro; può continuare a vivere nelle fanfiction, sì, ma vista la media delle fanfiction che circolano sul mercato lo attende una vita di bondage, furry, gravidanze maschili e Omegaverse.
Per alcuni personaggi questo potrebbe rivelarsi una prospettiva allettante, ma sono sicura che non sia così per tutti.
Così, mossa a compassione per questa schiera di creature partorite dall’insensibile mente di pennivendoli e sceneggiatori, ho deciso di commemorarli in qualche modo.
Questa rubrichetta nasce con un nobile scopo: proporre letture degne di nota, ma che non sono state appunto notate.
Dove le trovo? Ho i miei spacciatori. Principalmente siti amatoriali come Efp, Archive of Our Own, Wattpad eccetera.
Perché, e che c’entra Tauriel?
Perché trovare qualcosa di buono in un mercato che offre una sterminata varietà di paccottiglia è difficile, noioso e faticoso, e demoralizzante, molto demoralizzante.
E perché sono certa che la gran parte degli scrittori che vi proporrò non avrebbero mai commesso il madornale errore di infilare un personaggio ad mentulam, solo per dar colore a una storia che andava benissimo così com’era.
Salvate personaggi innocenti da scrittori incompetenti: leggete buoni libri e scoprite nuovi scrittori.
Come vedete, ho una testimonial d’eccezione.

Ed ora a noi: inauguriamo questa follia con qualcosa che valga davvero la pena di essere spammato.
Come promesso, vi parlo di un bravo scrittore che, secondo me, merita molta attenzione.
Incominciamo con il dire che si occupa di racconti d’avventura ambientati fra Otto e Novecento.
Continuiamo con il dire che spazia dal melò gotico al crudo realismo storico, fino alla più frizzante sarabanda di avventure coloniali.
Le sue storie sono assolutamente uniche; protagonista ricorrente (ma non unico) è lo stoico tenente Eldred Grosvenor, 95° Fucilieri di Sua Maestà Britannica, caratterizzato dall’arguzia, da una formalmente impeccabile irriverenza e da un umorismo che non definirò come vi aspettate, perché dopo The Lady di Lory del Santo ho sviluppato una certa allergia alla frase “humour inglese”.

Old Fashioned (sì, è il suo nick; e vi giuro che mantiene la promessa, oh se la mantiene) è stato in molti dei posti che descrive, e anche quando gioca con i pregiudizi colonialisti e i luoghi comuni del “fascinoso Oriente” lo fa con garbo e maestria.
Lo supportano una profonda conoscenza storica e le sue esperienze di viaggiatore, e il risultato è qualcosa di irresistibile.
L’avevo già apprezzato prima, ma quello che mi ha folgorato è stato il suo racconto
Tutto il gin di Calcutta, un fuoco di fila di situazioni assurde, trovate esilaranti, spie che vennero dal freddo con tanto di balestre e mazze da cricket, elefanti da guerra, e il Grande Gioco spionistico fra Impero Britannico e Russia alle spalle.

Protagonisti sono Grosvenor, sempre impeccabilmente sé stesso al momento giusto ma nel posto sbagliato (o forse no) e una compagnia di valenti ancorché strampalati militi britannici. Tutti con la benedizione del dio Ganesh, naturalmente, e di tutto, ma proprio tutto il gin tonic reperibile nella torrida Calcutta ottocentesca.

La storia non ve la racconto, sono sei capitoli e se ve la anticipassi rischierei molti spoiler che forse del resto ho già seminato qua e là nel mio entusiasmo.
Sappiate solo che, se cliccherete su quel link, vi troverete risucchiati in un mondo che sa di Hugo Pratt e di meravigliosi, indimenticabili film d’azione anni ‘80 (Indiana Jones? Sì, porca miseria, Indiana Jones, perché non anche lui? Ma anche Piramide di Paura, se sapete di cosa parlo).

Come al solito, vi lascio un assaggino per invogliarvi; sappiate però che parlerò ancora di questo autore, di cui sto al momento aggredendo un horror dai toni esoterici che promette di essere sapido e disturbante come solo il Romanzo Gotico sapeva essere.
Enjoy!

Quando il tenente Eldred Grosvenor riprese i sensi e si trovò a torso nudo, supino su una lastra di pietra e incatenato per i quattro arti, capì che non era una buona giornata.
Si guardò intorno ancora stranito e per un po’ fu quasi convinto di essersi preso la sbronza peggiore della sua vita: era in una stanza semibuia, dal soffitto così alto che si perdeva nell’oscurità. Le pareti erano un groviglio di altorilievi di persone e animali, la luce danzante delle fiaccole creava l’illusione che le figure palpitassero di vita. Illuminata dal bagliore sanguigno di due bracieri, incombeva su di lui la forma gigantesca di una donna con quattro braccia, una collana di teschi e una cintura di membra recise. Il volto era atteggiato a un’espressione di ira furente e dalla bocca zannuta la lingua le scendeva fino al mento. L’effigie era dipinta in colori più o meno realistici e aveva una chioma scomposta di capelli veri che le scendeva fino alla vita.”
(Tutto il gin di Calcutta, autore Old Fashioned; prima classificata al contest “Dire Circumstances” indetto da Sagas sul forum di Efp).

 

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One thought on “Di gin, elefanti ed occultismo: un autore che dovreste proprio, proprio leggere.

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